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pezzi di me
postlenti
postveloci
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stupendo
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com'è triste stare così...
una giornata qualsiasi passata con la persona che ami...
anche la più insulsa, anche una giornata in cui ti viene fatta guidare per centinaia di km una piccola auto nuova con un'anima grande...
è una giornata in cui ti accorgi di fare tutto giusto, di amare una persona unica...
una giornata in cui anche le nuvole sono li a dirti che il sorriso che è li accanto a te e che ti illumina, illuminerà anche i tuoi bambini...
felicità è...

la mia nonna oggi compie 90 anni...
la mia nonna l'ho sempre considerata un angelo
la mia nonna era sempre li nei caldi pomeriggi d'estate
parentesi (adesso che sto pensando a questa immagine capisco perché mi sono sentito così vicino a certi modi e a certe figure che solo Ammaniti è riuscito a creare)
si la mia nonna era sempre li quando nei pomeriggi d'estate arrivavamo per passare la nostra consueta giornata di giochi...
era li in una sorta di stanzetta/sgabuzzino adibita a lavatoio dove anche il nonno e gli zii si lavavano tornati dai campi...
la mia nonna era li...
la mia nonna ci preparava alcune leccornie, che rimangono li impresse nella tua sensibilità...
certe cose non saranno mai più così, lo zucchero che la nonna metteva insieme al burro sul pane, niente ha lo stesso sapore se non viene dalle sue mani e dal suo amore...
delle leccornie che non so, che non so dire...
(ora mi vola il pensiero li, al fatto che anche i miei bambini abbiano la possibilità di avere una nonna che faccia loro conoscere il mondo, la parte più buona del mondo, attraverso l'amore che certe leccornie si portano appresso)
le meline colte dall'albero vicino alla casa, poi cotte nella stufa a legna...
il pane con il burro buono e lo zucchero...
l'uovo sbattuto...
ecc
ecc
la mia nonnina è ormai poco più che un vegetale, la demenza senile l'ha costretta li...
in questo corpo che si chiude sempre più su se stesso...
la mia nonnina è una persona che sa cosa vuol dire amare, ecco se devo pensare ad un esempio d'amore, a cosa vuol dire davvero amare, ecco, quello li l'amore semplice, incondizionato...totale che lei ci vuole e ci ha sempre voluto...ecco quello li è quello che voglio...
ecco quel pensiero li è pace...
quel pensiero li mi stringe il cuore...
la mia nonnina, il nostro dolce angelo non se ne va, non se ne va perché sa che abbiamo ancora di lei, abbiamo bisogno di lei per capire che l'amore che lei ha sempre avuto nei nostri confronti e quello che noi dobbiamo continuare o meglio imparare ad avere tra noi...
la mia nonnina...
grazie...
Buon Compleanno
Nell'anno '** di nostra vita
io, ********* *******, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,
io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...
E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...
Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...
Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...
Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...
ho un sacco di idee...
un sacco di cose che vorrei scrivere...
ma l'andar di corsa non mi permette di vivere come vorrei...e l'andar piano mi fa adagiare e quindi capire meno come vorrei vivere...
voglio raccontare della mia vecchia casa...
voglio raccontare della mia infanzia e delle basi sugli alberi...
voglio raccontare di quella passeggiata su una montagna di neve incontaminata...
voglio raccontare, e cavolo lo voglio fare perché non si può ricordare tutto...
allora che si fa?
ON AIR: la stampante che stampa a mille

Max lavora duro come tassista ma ha un sogno nel cassetto: mettere da parte i soldi necessari per aprire una società di noleggio limousine. Vincent è un killer di professione e in una notte deve uccidere cinque persone. Ovviamente, secondo la legge cinematografica di attrazione narrativa degli opposti, i due si incontreranno modificando per sempre il loro destino. A livello di scrittura il film non offre molte sorprese: l'ennesima strana coppia bianca e nera, una sceneggiatura circolare dall'impianto solido ma poco plausibile (con qualche coincidenza di troppo) e il solito tapino costretto dagli eventi a tirare fuori un'aggressività che non appartiene propriamente al suo Dna caratteriale. Non mancano poi dialoghi ad effetto, che ogni tanto tarantineggiano (l'aneddoto su Miles Davis), e personaggi un po' schematici: uno sogna le Maldive (emblema del miraggio collettivo) e ha una chiara funzione empatica, l'altro è fin dall'inizio cattivo cattivo, con lo sguardo glaciale privo di emozioni, tanto per far capire subito al pubblico da che parte stare. Nonostante queste premesse, comuni a tanti blockbuster americani, il film gode della sofisticata messa in scena di Michael Mann, che imprime potenza ad ogni inquadratura e fonde con perfetta sincronia, anche emotiva, le immagini con il tessuto musicale. Molti i momenti riusciti: i primi venti minuti, quasi muti, sono cinema allo stato puro, così come il crescendo, dal relax alla tragedia, nel jazz club.

La scena alla discoteca Fever possiede una grande energia visiva, con una regia attenta a non disperdere il potenziale drammatico delle tante situazioni che incrocia. Ed è perfetto intrattenimento anche la parte finale, sicuramente la più debole a livello di costruzione del racconto, con la vittima designata sola nell'enorme grattacielo, la fuga nel metrò e l'inevitabile resa dei conti. Girato quindi meglio di come è scritto (tra l'altro per l'ottanta per cento in digitale), il film si avvale dello sfondo di una Los Angeles promossa al ruolo di protagonista trasversale; con il suo piano infinito di luci, splendidamente fotografate da Dion Beebe e Paul Cameron, che alternano improvvise violenze (l'agguato nel vicolo) a squarci di poesia (l'apparizione del coyote), accompagna con piglio da primadonna l'evolversi degli eventi. Quanto agli interpreti, il nutrito cast è ben sfruttato: da Jada Pinkett Smith a Mark Ruffalo, fino al cameo di Javier Bardem, che riesce a scrollarsi di dosso la "maniera" del boss narcotrafficante a cui dà vita. Tra i due protagonisti, Jamie Foxx surclassa la star e conferisce un'umanità sofferta e ferita al tassita Max (meno riusciti i siparietti sdrammatizzanti acchiappa-pubblico). Tom Cruise in versione criminale e brizzolata è come al solito molto convinto, ma da più che assodata icona di valori sani e positivi toglie un po' di cattiveria al killer Vincent: spara e uccide senza alcun rimorso, ma ha una sua etica e conserva sempre un bagliore di raziocinio che non lo rendono quasi mai davvero temibile.
tutto quello che mi sono perso da Gennaio 2004 a oggi:


Non poteva che essere un personaggio tanto eccentrico quanto fuori dagli schemi come Asia Argento a portare sullo schermo quell'"Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa" che ha scosso la critica letteraria, e non solo, negli Stati Uniti un paio di anni fa.
Il libro autobiografico di J.T. Leroy è, infatti, uno di quelli che ti turbano sia per la forma che per i contenuti. E' la storia di un bambino, Jeremiah, che dopo esser stato affidato a dei borghesi genitori adottivi, ritorna all'età di sei anni dalla madre naturale Sarah (nel film Asia Argento), una donna che vive nello squallore di una vita fatta di droga, rapporti occasionali e isterismi, e che non si crea problemi ad abbandonare il figlio quando può diventare d'ostacolo a qualche "capriccio". A turbare la crescita del povero Jeremiah contribuiranno, poi, i bigotti nonni materni (veri colpevoli del disadattamento mentale della figlia) morbosamente devoti alla religione, e i numerosi partner, pervertiti, di Sarah. Tra onirismo e fatti che solo se provi a raccontare ti si blocca lo stomaco, la narrazione procede lasciando ben intendere quanto l'infanzia di Jeremiah sia stata irrimediabilmente rubata.
Un film duro, durissimo nel soggetto, che l'inaspettata quanto apprezzabile regia dell'Argento riesce a rendere digeribile anche negli episodi più inenarrabili. L'abilità della ventisettenne figlia d'arte si realizza nella scelta di far "non vedere", di "giocare" sulla sottrazione degli eventi, invece che sull'ammasso di scene forti. I limiti si sopportazione del normale spettatore vengono così rispettati, e anche i fatti più aberranti si riescono a sorbire senza dover chiudere, o socchiudere, gli occhi.
Il film è quello che è, uno spaccato tragico di una storia tremenda , dove le colpe delle persone si inseriscono in un contesto di inadeguatezza istituzionale. Rimane comunque sconvolgente uscire dalla sala e riflettere di come certi fatti che si leggono spesso sui quotidiani appaiano tanto naturali se visti con gli occhi di un bambino. Non conoscendo altro che la propria di situazione, lui riterrà infatti normale qualsiasi vessazione o abuso. Ed è proprio in questo aspetto, nella scorrevolezza della narrazione, che il film colpisce e ci fa capire quanto le parole spesso siano incapaci di comunicare con la giusta intensità la realtà. Un film valido sia sotto l'aspetto narrativo, che adatto a lanciare dibattiti, sperando però che in questi non padroneggi la solita, sterile retorica, ma emerga qualcosa di più pratico e realizzabile. Il 5% degli incassi andrà a finanziare il call center di Telefono Azzurro, già questo è un buon inizio.
...cosa può spingere una persona di 26 anni, una persona che hai sempre avuto sotto gli occhi, una persona insospettabile...?
ecco oggi a mezzogiorno un ragazzo di 26 anni che conosco da sempre si è suicidato...
così...
non so nient'altro...
una preghiera per te in mezzo a lacrime per una vita a cui hai scelto di rinunciare...
» Preghiera in gennaio «
Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.
Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio.
Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.
Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.
Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
F.D.A.