a casa di amicaSteelRain
a casa di Claudio
a casa di Jacopo
a casa di Mary24
a my flyckr
alla Casbah
è ufficiale
Casa Simpson
COLDTURKEY
da Beppe
da Blakfish
da Buba
DA FRANCIFRA
Da MAx
da Reme
dal Lorenz
dal Macia
dal Negher
dal Savo
disegna e trova...
Gadget Weblog
giavansan
i censurati
i racconti di Briciolanellatte
I'dRatherNot
Il blog di Gago 2.0
IL FAVOLOSO MONDO DI...
INTRENO
La cantina di Kappa
le vie Ferrate
meetup mantova beppe
Milù
Sacripant_e!
sonouncoglione
Stranalandia
Sulla collina...
VOLOBLIQUO
L'avversario
Le
onde del destino
Il
buio nella mente
Primavera,
Estate, Autunno, Inverno e ancora Primavera
Nòi
Albinoi
Troy
La
congiura degli innocenti
Aguirre,
furore di Dio
La
tigre e la neve
La
Fabbrica del cioccolato
Madagascar
Robots
Tabù-Gohatto
Lucia
y el Sexo
Lavorare
con lentezza
Intimacy
- Nell'Intimità
Une Liaison
Pornographique
Million
Dolla Baby
Kamasutra
Ferro
3
Me,
you and everyone we know
Match
Point
Lady
Henderson Presenta
L'amore
è eterno finché dura
Broken
Flowers
La
marcia dei pinguini
Tutti
i battiti del mio cuore
La Samaritana
a chi amo
canzoni
commosso quanto basta
cose non mie mah
cosecosì
film visti
fraseggi
immagini
ne carne ne pesce
non finisce mai
pezzi di me
postlenti
postveloci
ridenti
stupendo
voglio un mondo migliore
visitato *loading* volte

Questo/a opera è pubblicato
sotto una Licenza
Creative Commons.

Mi esibisco per i passanti
per i poveri e i signori
perché non esiste uomo
senza musica nel cuore
e suono per le ragazze
per le serie e le sfrontate
perché non esiste donna
che dica no a una serenata.
Ambrogio Fogar nasce a Milano il 13 Agosto 1941. Fin da giovanissimo coltiva la passione per l'avventura. A soli diciotto anni attraversa le Alpi con gli sci per ben due volte. Successivamente si dedica al volo: al suo 56° lancio con il paracadute subisce un grave incidente, ma si salva con grande fortuna. La paura e lo spavento non lo fermano e arriva ad ottenere il brevetto di pilota per piccoli aerei acrobatici.
Nasce poi un grande amore per il mare. Nel 1972 attraversa in solitario l'Atlantico del Nord per buona parte senza l'uso del timone. Nel gennaio 1973 partecipa alla regata Città del Capo - Rio de Janeiro.
Dal giorno 1 novembre 1973 fino al 7 dicembre 1974 compie il giro del mondo in barca a vela in solitario navigando da Est verso Ovest contro le correnti e il senso dei venti. E' il 1978 quando "Surprise", la sua barca, nel tentativo di circumnavigare l'Antartide viene affondata da un'orca e naufraga al largo delle isole Falkland. Comincia la deriva su una zattera che durerà 74 giorni con l'amico giornalista Mauro Mancini. Mentre Fogar verrà tratto in salvo per coincidenze fortuite, l'amico perderà la vita.
Dopo aver trascorso due mesi intensi ed impegnativi in Alaska per imparare a guidare i cani da slitta, Fogar si trasferisce nella zona dell'Himalaia e successivamente in Groenlandia: il suo obiettivo è preparare un viaggio in solitaria, a piedi, per raggiungere il Polo Nord. L'unica compagnia sarà il suo fedele cane Armaduk.
Dopo queste imprese Fogar approda in televisione con la trasmissione "Jonathan: dimensione avventura": per sette anni Fogar girerà il mondo con la sua troupe, realizzando immagini di rara bellezza e spesso in condizioni di estremo pericolo.
Fogar non poteva non subire l'attrazione e il fascino del deserto: tra le sue avventure successive annovera la partecipazione a tre edizioni della Parigi-Dakar oltre a tre Rally dei Faraoni. E' il 12 settembre 1992 quando durante il raid Parigi-Mosca-Pechino la macchina su cui viaggia si capovolge e Ambrogio Fogar si ritrova con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo spinale tranciato. L'incidente gli provaca un'immobilità assoluta e permanente, che ha come grave danno conseguente l'impossibilità di respirare autonomamente.
Da quel giorno per Ambrogio Fogar resistere è l'impresa più ardua della sua vita.
Durante la sua carriera Fogar è nominato commendatore della Repubblica Italiana e ha ricevuto la medaglia d'oro al valore marinaro.
Nell'estate del 1997 compie un giro d'Italia in barca a vela su di una sedia a rotelle basculante. Battezzato "Operazione Speranza", nei porti dove si ferma, il giro promuove una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle persone disabili, destinate a vivere su una carrozzella.
Ambrogio Fogar ha scritto vari libri, due dei quali "Il mio Atlantico" e "La zattera", hanno vinto il Premio Bancarella Sport. Tra gli altri titoli ricordiamo "Quattrocento giorni intorno al mondo", "Il Triangolo delle Bermude", "Messaggi in bottiglia", "L'ultima leggenda", "Verso il Polo con Armaduk", "Sulle tracce di Marco Polo" e "Solo - La forza di vivere".
Per comprendere i valori umani che Fogar rappresentava e che egli stesso voleva trasmettere sarebbero sufficienti poche delle sue stesse parole (tratte dal libro "Solo - La forza di vivere"):
"In queste pagine ho cercato di mettere tutto me stesso. Soprattutto dopo essere stato così duramente ferito dal destino. Tuttavia ho ancora un ritaglio di vita. E' strano scoprire l'intensità che l'uomo ha nei confronti della voglia di vivere: basta una bolla d'aria rubata da una grotta ideale, sommersa dal mare, per dare la forza di continuare quella lotta basata su un solo nome: Speranza. Ecco, se leggendo queste pagine qualcuno sentirà la rinnovata voglia di sperare, avrò assolto il mio impegno, e un altro momento di questa vita così affascinante, così travagliata e così punita si sarà compiuto. Una cosa è certa: nonostante le mie funzioni non siano più quelle di una volta, sono fiero di poter dire che sono ancora un uomo."
Ambrogio Fogar veniva considerato un miracolo umano, ma anche un simbolo e un esempio da seguire: un sopravvissuto che può portare la speranza a quei duemila sfortunati che ogni anno in Italia sono vittime di lesioni midollari; il suo caso clinico dimostra come si può convivere con un handicap gravissimo.
"È la forza della vita che ti insegna a non mollare mai - racconta lui stesso - anche quando sei sul punto di dire basta. Ci sono cose che si scelgono e altre che si subiscono. Nell'oceano ero io a scegliere, e la solitudine diventava una compagnia. In questo letto sono costretto a subire, ma ho imparato a gestire le emozioni e non mi faccio più schiacciare dai ricordi. Non mi arrendo, non voglio perdere".
Dal suo letto Ambrogio Fogar aiutava la raccolta di fondi per l'associazione mielolesi, era testimonial per Greenpeace contro la caccia alle balene, rispondeva alle lettere degli amici e collaborava con "La Gazzetta dello Sport" e "No Limits world".
Dalla scienza arrivavano buone notizie. Le cellule staminali danno qualche chance: si sperimentano per la sclerosi multipla, poi, forse, per le lesioni midollari. Contemporaneamente all'uscita del suo ultimo libro "Contro vento - La mia avventura più grande", nel mese di giugno 2005 arrivava la notizia che Ambrogio Fogar era pronto a recarsi in Cina per sottoporsi alle cure con cellule fetali del neurochirurgo Hongyun. Poche settimane dopo, il 24 agosto 2005, Ambrogio Fogar si spegneva, a causa di un arresto cardiaco.
"Io resisto perché spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo", diceva Fogar. E in quel cielo, tra le le stelle, ce n'è una che porta il suo nome: Ambrofogar Minor Planet 25301. Gli astronomi che l'hanno scoperta l'hanno dedicata a lui. È piccola, ma aiuta a sognare ancora un po'.
vacanza bellissima...
un pò troppo breve ma molto bella!
... fondamentale ritrovare l'armonia che lega in modo così importante due anime...
riscoprirsi sempre più innamorati!
a presto un bel post con tutto quello che serve per avere le idee più chiare!


sono tornato, primo giorno di lavoro, a presto nuove!!

da alcuni mesi pratico un pò la metidazione yoga...
da quando mio cugino mi ha fatto conoscere questo mondo, ne sono rimasto molto affascinato!
solo che per motivi che devo ancora capire...e chissà se mai capirò, a volte mi distraggo...e mentre mi distraggo le cose che faccio, o che facevo, spariscono! cioè se prima meditavo tutti i giorni tranquillamente...poi, non ci riesco più...o cmq faccio fatica anche a pensarci!
bene, ieri sera ho sentito forte il bisogno di cercare, di ritrovare la mia spiritualità!
e così, tornato a casa...tralaltro dopo aver salutato A. in un modo che mi ha lasciato un po' svuotato...
mi sono chiuso nella mia camera...ho tirato fuori il mio cuscino...la mia coperta...e...
ed è stata una meditazione bellissima, come non mi capitava da un pò...
serena, facile, senza dolori...quasi...
ma durante la quale ho trovato tanta di quell'armonia che solo in quel momento mi sono accorto di aver accantonato...
poi qui si aprirebbero un casino di parentesi, si perché per me la spiritualità in genere è una parentesi aperta...
ma non ora...un giorno si, ma non ora!
ON AIR: Going Home theme from "local hero"
non vedo l'ora del tuo amore nel mio tra le colline umbre...

